la teoria di Marx è il risultato di
una elaborazione della ideologia giacobina (rivoluzione
francese: idea di eguaglianza deve essere estesa al campo sociale ed
economico), del socialismo utopistico (possibilità di
superare il capitalismo, superamento che però per Marx non si
presenta più come un ideale, ma come una necessità storica
derivante dall’inevitabile tramonto del modo di produzione
capitalistico socialismo
scientifico) e del pensiero comunista(ruolo della classe
operaia e della violenza rivoluzionaria superamento del settarismo da parte di Marx).
Questa teoria gira intorno a tre
concetti:
- rivoluzione( processo con cui il proletariato di impadronisce del potere politico.);
- abbattimento dello stato borghese e dittatura del proletariato.
- Abolizione dello stato e delle classi sociali (“da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”).
Concezione della storia:
1.
Hegel: per Hegel la realtà è un organismo unitario
che coincide con l’infinito o l’assoluto. Tale infinito si
identifica con l’uomo visto come soggetto spirituale in divenire
nella storia, che non è altro che razionalità dispiegata attraverso
una serie di momenti necessari. Questo spirito del mondo s’incarna
negli spiriti dei popoli che si succedono all’avanguardia nella
storia, popoli guidati da eroi che incarnano il processo. Questi eroi
(Alessandro, Cesare, Napoleone) seguono le proprie passioni e
ambizioni, ma si tratta di un’astuzia della ragione che si serve
degli individui e delle loro passioni come mezzi per attuare i suoi
fini, cioè la libertà di spirito che si realizza nello stato.
2.
Marx: pur rifiutando l’idealismo di Hegel sostituito
da una concezione materialistica della storia, conserva la cornice
razionalistica e ottimistica di Hegel. Eresia cristiana
concetto storia lineare (perfezione
lineare:colpa,redenzione,salvezza), disegno di Dio fino alla
salvezza.
Secondo Marx, l’umanità è una
specie evoluta composta di individui associati che lottano per la
loro sopravvivenza. La storia è un processo materiale fondato sulla
dialettica bisogno-soddisfacimento. Per soddisfare i propri bisogni,
l’uomo ricorre al lavoro, il quale produce beni di sussistenza.
Bisogna distinguere 2 elemnti di
fondo per l’esistenza:
- le forze produttive (gli uomini che producono; i mezzi: terra, macchine; le conoscenze tecniche e scientifiche).
2.
i rapporti di produzione (i rapporti che regolano il possesso e
l’impiego dei mezzi di lavoro, ripartizione di ciò che si
produce). Forze produttive e rapporti di produzione costituiscono il
Modo di produzione che va a costituire la struttura,
ovvero lo scheletro economico della società. Su questa struttura di
eleva una sovrastruttura giuridico-politico-culturale che è il
prodotto della struttura economica. All’interno di ciascun modo di
produzione c’è lo scontro tra 2 classi (lotta di classe).
Sul piano economico:
- La critica politica classica: il capitalismo è un modo di produzione storico regolato da leggi storico e non la forma naturale della produzione regolata da leggi universali; il capitalismo non è un sistema armonico ma corroso da forti contraddizioni.
- Contraddizioni capitalismo: l’alienazione del lavoro (il lavoratore è alienato rispetto al prodotto, alla sua attività, alla sua essenza); la sovrapproduzione (il capitalismo produce troppo rispetto alla capacità di assorbimento del mercato, diminuzione salari), la legge della caduta tendenziale del saggio del profitto (i rendimenti sono decrescenti).
Critiche del pensiero di Marx:
Piano filosofico: visione
finalistica della storia (creazione società comunista come società
perfetta di uomini liberi e eguali), visione materialistica dell’uomo
(negazione importanza e valore alle istanza spirituali e religiose),
primato dell’economia.
Piano Politico: democrazia
(intesa come mezzo non come fine), esaltazione lotta di classe e
violenza rivoluzionaria, rifiuto prospettive riformiste, esaltazione
dello stato a scalpito della società civile, sottovalutazione
conflitti etnici e religiosi.
Piano economico-sociale:
crescente proletarizzazione e miseria masse proletarie,
sottovalutazione aumenti produttività: aumento salari reali e ruolo
dei sindacati, sottovalutazione della flessibilità del capitalismo.
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